Marco è morto sabato pomeriggio tra le mie braccia.
Cosa si può rispondere ad una frase del genere?
Niente.
Ci si sente solo tanto piccoli, indifesi, fragili.
Non valiamo poi molto in fin dei conti e di noi a volte non resta
nemmeno il ricordo. Il tempo passa troppo in fretta e noi corriamo
inesorabilmente verso la morte.
Alla fine è successo. Non lo credevo possibile e non ci stavo pensando
che potesse più succedere. Invece è così, da un giorno all' altro.
Senza avvertire come dice lei...
Senza spiegazioni.
Io lo conoscevo attraverso i suoi occhi, le sue parole e i suoi pensieri.
È un fatto che cambia le cose.
Ci si lamenta così tanto della vita, sembra di non avere mai tempo per
stare insieme, godere della vita e coglierne la bellezza nei suoi
minimi particolari, la magnificenza dell' esistenza.
Diamo per scontato che tutto quello che ci circonda sia per noi ed
esista con noi, mentre forse siamo solo una parte d' infinito dell'
infinito, una piccola parte di Dio, che nasce, vive e muore ogni
giorno.
Proprio per questo si dice: "Fai del bene al tuo prossimo e sarà come
averlo fatto a me". Come essere che esiste, ente attivo, in me c' è
una parte di Dio, curare me stesso e in larga parte chiunque altro è
curare il MOTIVO dell' esistenza stessa.
Eppure la vita finisce...
La morte in sé mi spaventa. Ne sono terrorizzato. Ma non della morte
in pura essenza, che significhi la vita eterna o il nulla... mi
terrorizza il non riuscire ad esistere ora che ne ho la possibilità.
Ma non siamo eterni.
Ma è bello pensarla così, vivere pienamente ogni giorno e godere della vita.
Ridurre l' entropia che sempre più forte domina questo universo.
Lottare per l' eternità, per la nostra eternità, per conquistarla.
Ma resta il dispiacere nel SENTIRE la sofferenza di un' amica che ha
perso il suo amore, il suo amico, la persona che non avrebbe mai
abbandonato e che non l' avrebbe mai abbandonata.
E non lo meritava.
Conosco persone che lo meriterebbero molto di più, così forse
capirebbero cosa significa amare PER SEMPRE, senza freni.
Idiota... eccedo sempre nel suonare il pianoforte di Dio [Citazione
"La leggenda del pianista sull' oceano"] che non mi appartiene.
E doppiamente idiota perché scrivo e scrivo cose e pensieri mentre mi
rendo conto che ogni piccola parola che proferisco è inutile e sciocca
di fronte ad un argomento del genere. Qualsiasi cosa io possa dire non
renderà mai l' idea di quello che provo in questo momento... di quello
che per la mia dannata empatia SENTO.
E come sempre...
Il silenzio è il miglior araldo del dolore.
Niente.
Ci si sente solo tanto piccoli, indifesi, fragili.
Non valiamo poi molto in fin dei conti e di noi a volte non resta
nemmeno il ricordo. Il tempo passa troppo in fretta e noi corriamo
inesorabilmente verso la morte.
Alla fine è successo. Non lo credevo possibile e non ci stavo pensando
che potesse più succedere. Invece è così, da un giorno all' altro.
Senza avvertire come dice lei...
Senza spiegazioni.
Io lo conoscevo attraverso i suoi occhi, le sue parole e i suoi pensieri.
È un fatto che cambia le cose.
Ci si lamenta così tanto della vita, sembra di non avere mai tempo per
stare insieme, godere della vita e coglierne la bellezza nei suoi
minimi particolari, la magnificenza dell' esistenza.
Diamo per scontato che tutto quello che ci circonda sia per noi ed
esista con noi, mentre forse siamo solo una parte d' infinito dell'
infinito, una piccola parte di Dio, che nasce, vive e muore ogni
giorno.
Proprio per questo si dice: "Fai del bene al tuo prossimo e sarà come
averlo fatto a me". Come essere che esiste, ente attivo, in me c' è
una parte di Dio, curare me stesso e in larga parte chiunque altro è
curare il MOTIVO dell' esistenza stessa.
Eppure la vita finisce...
La morte in sé mi spaventa. Ne sono terrorizzato. Ma non della morte
in pura essenza, che significhi la vita eterna o il nulla... mi
terrorizza il non riuscire ad esistere ora che ne ho la possibilità.
Ma non siamo eterni.
Ma è bello pensarla così, vivere pienamente ogni giorno e godere della vita.
Ridurre l' entropia che sempre più forte domina questo universo.
Lottare per l' eternità, per la nostra eternità, per conquistarla.
Ma resta il dispiacere nel SENTIRE la sofferenza di un' amica che ha
perso il suo amore, il suo amico, la persona che non avrebbe mai
abbandonato e che non l' avrebbe mai abbandonata.
E non lo meritava.
Conosco persone che lo meriterebbero molto di più, così forse
capirebbero cosa significa amare PER SEMPRE, senza freni.
Idiota... eccedo sempre nel suonare il pianoforte di Dio [Citazione
"La leggenda del pianista sull' oceano"] che non mi appartiene.
E doppiamente idiota perché scrivo e scrivo cose e pensieri mentre mi
rendo conto che ogni piccola parola che proferisco è inutile e sciocca
di fronte ad un argomento del genere. Qualsiasi cosa io possa dire non
renderà mai l' idea di quello che provo in questo momento... di quello
che per la mia dannata empatia SENTO.
E come sempre...
Il silenzio è il miglior araldo del dolore.

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