Non c' è nessuna mela
Sono giorni che non dormo e non mi fermo da settimane,
lavoro, musica, vita...
Oggi la crisi è stata più forte del solito, forte come non mai
in verità, forte che non me lo ricordavo più che mi fosse già
successo.
E invece...
Fine della settimana infame, come tutte le altre settimane
infami. E alla fine sono solo e da solo ho dovuto reagire,
niente mela, niente. Solo basse frequenze che mi
accompagnano per quattro ore di fila e mi disintegrano la
mano, ma tanto quella e la cosa che fa meno male.
Male alla testa, confusione, tachicardia e terrore puro mi
hanno ferito molto di più.
E le frequenze si fanno sempre più basse, sempre più
profonde e mi entrano dentro e io non vedo più fuori dai
miei occhi, resto blindato in me stesso e le mie mani
scorrono da sole producendo suoni cupi e maestosi.
Il cervello brucia, le orecchie sentono distrattamente la
trafila di note velocissime e inarrestabili che continuano
per quattro ore senza fermarsi un istante.
Il mio corpo trema e vibra come posseduto da dio in
persona, mi piego come un filo d' erba cullato dal vento.
Ma non c' è mela, non c' è una culla nella quale riposare,
non c' è pace e così le mie mani non si fermano assorbendo
le ultime forze che mi sono rimaste.
Le forze del suicidio, mi ammazzo di basse frequenze e il
mio legno prende fuoco e le mie dita sanguinano e il mio
corpo si fa acqua nell' infinito.
Non c' è niente di speciale, accadono solo cose ordinarie.
Lo vedo, ci sono in mezzo e so come funzionano le cose,
ma sono troppo stanco per lottare ancora da solo contro
tutto, ho bisogno di aiuto, di un appiglio sicuro per
riposare, di un rifugio che mi protegga dalla tempesta per
qualche tempo.
Ma non esiste... non c' è mela, non c' è calore che mi
aspetta alla fine del tunnel, né prati fioriti.
Mi abbasso ancora in preda all' infatuazione e al dolore che
mi spinge a continuare a farmi del male, inesorabile.
Invalicabile, troppo materiale per il mio debole spirito.
Sono acqua che scorre in un fiume di note senza senso,
fuori controllo, mi lascio guidare dal vento.
Non sono esploso, questo è quanto, sono ancora qui e la
trance basso-indotta mi rende le cose chiare e semplici.
Sono solo, e di me non resta che acqua sciolta, perché
non ho + muscoli, non ho più forza né lacrime.
Non respiro più. Non esisto più, ma forse non sono mai
esistito.
L' eternità è ad un passo, come sempre. L' inferno gioca
con me come con un bimbo scemo. Ma tanto lo sono,
uno stupido bimbo che non sa stare al suo posto, che
non ha imparato niente dalla vita e che si ostina a
cercare la verità e la sicurezza che non potrà mai avere.
Domani è il mio compleanno.
Oblio.
