venerdì 13 aprile 2007

Non c' è nessuna mela

Non c' è nessuna mela, niente, solo io e le mie frequenze.
Sono giorni che non dormo e non mi fermo da settimane,
lavoro, musica, vita...
Oggi la crisi è stata più forte del solito, forte come non mai
in verità, forte che non me lo ricordavo più che mi fosse già
successo.
E invece...
Fine della settimana infame, come tutte le altre settimane
infami. E alla fine sono solo e da solo ho dovuto reagire,
niente mela, niente. Solo basse frequenze che mi
accompagnano per quattro ore di fila e mi disintegrano la
mano, ma tanto quella e la cosa che fa meno male.
Male alla testa, confusione, tachicardia e terrore puro mi
hanno ferito molto di più.
E le frequenze si fanno sempre più basse, sempre più
profonde e mi entrano dentro e io non vedo più fuori dai
miei occhi, resto blindato in me stesso e le mie mani
scorrono da sole producendo suoni cupi e maestosi.
Il cervello brucia, le orecchie sentono distrattamente la
trafila di note velocissime e inarrestabili che continuano
per quattro ore senza fermarsi un istante.
Il mio corpo trema e vibra come posseduto da dio in
persona, mi piego come un filo d' erba cullato dal vento.
Ma non c' è mela, non c' è una culla nella quale riposare,
non c' è pace e così le mie mani non si fermano assorbendo
le ultime forze che mi sono rimaste.
Le forze del suicidio, mi ammazzo di basse frequenze e il
mio legno prende fuoco e le mie dita sanguinano e il mio
corpo si fa acqua nell' infinito.
Non c' è niente di speciale, accadono solo cose ordinarie.
Lo vedo, ci sono in mezzo e so come funzionano le cose,
ma sono troppo stanco per lottare ancora da solo contro
tutto, ho bisogno di aiuto, di un appiglio sicuro per
riposare, di un rifugio che mi protegga dalla tempesta per
qualche tempo.
Ma non esiste... non c' è mela, non c' è calore che mi
aspetta alla fine del tunnel, né prati fioriti.
Mi abbasso ancora in preda all' infatuazione e al dolore che
mi spinge a continuare a farmi del male, inesorabile.
Invalicabile, troppo materiale per il mio debole spirito.
Sono acqua che scorre in un fiume di note senza senso,
fuori controllo, mi lascio guidare dal vento.
Non sono esploso, questo è quanto, sono ancora qui e la
trance basso-indotta mi rende le cose chiare e semplici.
Sono solo, e di me non resta che acqua sciolta, perché
non ho + muscoli, non ho più forza né lacrime.
Non respiro più. Non esisto più, ma forse non sono mai
esistito.
L' eternità è ad un passo, come sempre. L' inferno gioca
con me come con un bimbo scemo. Ma tanto lo sono,
uno stupido bimbo che non sa stare al suo posto, che
non ha imparato niente dalla vita e che si ostina a
cercare la verità e la sicurezza che non potrà mai avere.
Domani è il mio compleanno.
Oblio.

Io non sono nessuno

É mattina e mi sveglio già incazzato. Questo dimostra quanto
io sia imperfetto e quanto ancora i più stupidi problemi
materiali influiscano nella mia vita. Mi lascio condizionare,
non riesco ad essere distaccato dal mio modo di vivere e

inesorabilmente mi sfracello contro l' esistenza.

Io non sono nessuno, sono un perdente e la mia vita è priva
di senso perché ora come ora non posso sognare.

Vivere senza sogni è vivere senza futuro
e vivere senza futuro è inutile.

Potrei morire in questo momento e senza avere riflesso
nel mio specchio, nemmeno fossi un cazzo di vampiro
senza anima.

Non ho niente, non ho sogni, non ho futuro.

Ho solo me stesso, come sempre e come ogni volta
non mi basto.

Se tutto quello che faccio lo dovessi fare solo per me non lo
farei, non respirerei nemmeno. Sono qui solo a consumare
ossigeno e a scaldare un posto di nessuno ma... ehi...
io sono nessuno.

Un nessuno come tanti che come tanti non ha niente dalla
vita, l'unica differenza è forse che me ne rendo conto e non
riesco ad accettarlo.

Non riesco ad accettare la realtà, per questo voglio vivere nei
sogni, bei sogni sinceri e splendenti dove l' oscurità che mi
porto appresso è solo un pensiero vagante che si dissolve
al sole.

Cerco il mio centro e come sempre so perfettamente dove lo
posso trovare.

Io sono il mio centro.

Ma che schifo, come posso essere il centro di me stesso se
sono così imperfetto?

Sono imperfetto e inadeguato perché la mia anima è solo
metà. Io non accetto di completarmi da solo e nemmeno di
far finta che sia così.

Io non sono che parte di un tutto, tu mi completi,
sei la mia mezza mela e senza di te non valgo niente.

Sono bello? Attraente? Ho successo? Ho idee? Ho forza e
coraggio? Ho tante qualità positive e splendide che nessuno
altro ha tutte insieme?

Come volete, forse è vero o forse no... ma la cosa che
conta per me è...

posso essere il Dio sceso in terra o guardare tutto dall' alto del
mio universo ma... se nessuno mi nota io esisto? Se nessuno
mi ama quanto vale me stesso? Che senso ha essere il migliore
per me stesso, io lo posso anche sapere ma per me solo è inutile.