martedì 28 agosto 2007

L' altro me stesso

La casa va a fuoco, il tempio è devastato e il sorriso dello spirito con le zanne ride compiaciuto mentre piange senza riuscire a contenersi. Non sono io.
Due post in una notte dopo tanto silenzio. Assolutamente fighissimo, sto perdendo il controllo ma è stato perchè così è stato voluto. Assolutamente non gliene frega un cazzo di niente a nessuno, dovrei comportarmi diversamente forse? per la pace di chi? mi si vuole stronzo e stronzo sia.
Fare le cose per bene non mi aiuta, ma sopratutto non frega un cazzo a nessuno, non frega un cazzo a chi dovrebbe. Banalissima dimostrazione di cose che sono ovvie, che non frega un cazzo di niente a nessuno. Ripetitivo e inutile, parlo a vuoto perché nessuno ascolta le mie parole.
Io non sono nessuno... che cazzo di grasse risate.

Vento su sudore freddo e pelle d'oca, disperazione su sentenze vane.
Uno sbuffo ed è tutto finito, o non è mai iniziato?

tratto dalla casa di vetro di vinnie

Fanculo tutto, non vale niente di niente e niente vale niente. La mia vita è niente e sicuramente non sarà niente per chi dovrebbe interessarsene, invece le ferite restano lì e la cura mi viene negata per negligenza da medici incapaci e stolti.
Quindi fanculo, tanto conto solo io vero? ogniuno conta solo per sè stesso in questo egoismo sfacciato e incredibilmente stupido. Praticamente peggio di una bugia.
Fuori dal testo, fuori da tutto, frega un cazzo di niente.
Che roba facile, è facile pensare 'ste cazzate e agire come se niente esistesse, chiudersi in un mondo finto retto da falsità.
È così che va, ma se alla fine sono l' unica persona coerente che cambia? tanto non frega un cazzo a nessuno di come cazzo va la vita e a migliorarla nessuno ci pensa.
Mondo di merda brucerà come la casa, nessuno spegnerà il fuoco perché è troppo facile farsi i cazzi propri senza guardare a chi cazzo pesti i piedi e a chi cazzo strappi la pelle e la carne dalle ossa. La cosa più schifosa me la tengo dentro, ma sono certo che presto la sputerò fuori perché so come gira il mondo e riesco a leggere nelle banalità della vita.
Resto impavido, so cosa provo e cosa voglio, so quale cazzo è la via giusta e resto coerente con me stesso e con le mie scelte. Sono il solo a farlo, lo so, è lampante date le bugie delle quali mi sono nutrito. Mi spiace che poche persone vedono le cose per come stanno, ma è dura, la vita fa schifo e se non si crede in sè stessi non ti resta nulla, anche se sono solo bugie. Posso solo sperare che gli occhi si aprano da soli, ma la forza per intraprendere delle avventure ed essere coerenti non è da tutti.

Sogno di una notte di mezza estate

Il problema è amare troppo.
Incredibile ma vero, sembra che davvero non si debba tenere a niente a questo mondo e pensare che ogni sentimento non è che una reazione chimica alle necessità della vita. Vivere in maniera così triste e vuota che nemmeno la vita più vuota ne può niente in confronto.
Nonostante tutto, tutto il dolore, le lacrime versate e il sangue che sgorga liberamente dalle ferite inflittemi non ho che parole d' amore.
E meno male che stasera sono distrutto, ma pare proprio che al peggio non ci sia mai fine, per niente rincuorante ma vero. Apprezzo la verità. Il dolore è vero. Ed è eterno e persistente.
Pare impossibile che certe persone siano piene di rancore e odio e disperazione a tal punto da creare situazioni irreali e ferire chiunque abbiano intorno. D' altra parte la luce non è un obbiettivo facile da raggiungere.
Chissà, forse domani sarò morto. A qualcuno importa, questo lo so. Per lo meno ho degli amici veri e sinceri. Domani mi sveglierò diverso. Senza una parte importantissima di me. Il mio albero è stato sradicato con rabbia, artigli che hanno scavato nella terra e strappato tutto ciò che che c' era, con forza e violenza, con rabbia. Peccato la superbia e l' arroganza, sono cose che proprio non mi aggradano e alle quali non faccio mai il callo, questo ci si aspetta dal mondo.
Il resto è normale, non accade niente di straordinario, solo cose banali. Eppure non c' è modo di evitarle, forse dovremmo cercare di non correre continuamente contro il dolore.
È così difficile apprezzare quello che si ha da non rendersi conto che lo si sta perdendo.
Non è il mio caso, non ho niente, nessuno mi da niente e a nessuno interessa.
Ovvio.
Ma per qualche strana ragione per me è molto difficile accettare che questa sia la strada giusta. Noi esseri umani siamo oggetti davvero strani... io per primo.
Sono convinto che ci sia un' unica strada da seguire, giusta e corretta. È il cammino stretto, buio e pericoloso, dove si cade sempre e ci si fa sempre male... uno schifo insomma... eppure la strada grande, in pianura e lastricata d' oro non mi attira proprio. Sarà che mi piacciono le sfide, sarà che penso che il principio alchemico di scambio equivalente sia una realtà...
Per ottenere qualcosa si deve sacrificare qualcosa di egual valore... per non parlare dell' onda della vita e dell' equilibrio cosmico o del Wird... tutti concetti interessanti ma non ci rendono migliore la vita e nemmeno ci fanno soffrire di meno.
L' accettazione della sofferenza è il primo passo verso la santità.
Ma come accettarla? perché dovrei accettare di soffrire? più che altro mi rendo conto di non avere scelta.
Io sono ciò che sono.
Esattamente come disse Dio (nel vecchio testamento credo). Non posso discernere dalla mia natura umana e quindi la sofferenza è ovvia quanto la luce del sole. Non c' è che una cura, una sola... e guarda un po', è la cosa più difficile del mondo da ottenere.
Amore.
L' amore, già... malandrino e infame, che tu sia dannato e sia dannato chi ti ha creato. Sia dannato tutto ciò che c' è dato che tutto si basa sullo stesso principio.
Quinto elemento di merda, che tu possa bruciare e appassire in eterno.
Fa davvero ridere, quanto è inutile prendersela con un concetto che esiste solo nella mente dei pazzi.
Domani sarà un giorno peggiore. Come tanti altri e come tanti giorni di tanta altra gente.
Pace al mondo e pace a me, pace a tutto quello che sta in ombra.
Ecco perché ci tenevo tanto a ricordare a me stesso, giorno dopo giorno che il dolore è sempre presente. Ma ho fatto una scelta e ho scommesso, ho strappato il simbolo del dolore sperando di poterlo dimenticare. Cazzate. Il dolore non passa e i simboli non significano niente, ma questo era chiaro sin dal principio. È l' idea che non doveva andarsene.
Il mio sogno di una notte di mezza estate è finito lacerato dagli artigli e dalle zanne di un cucciolo impaurito. A me non serve, la mia situazione cambia da completamente di merda a pressochè di merda uguale, niente cura per me, niente panacea, solo il mio caro e vecchio amico che mi divora dall' interno. In effetti era tanto che non gli parlavo più per così tanto tempo, non posso dire che mi mancasse, ma quando ci rivediamo mi sento in un qual modo al sicuro, perché lui è l' unica cosa sicura che esista.
Domani il sole sarà splendente e il cielo sarà di un blu profondo come piace a me. Anche adesso lo è, ma è dall' altro lato e non posso gioirne purtroppo.
Ma nonostante tutto le cose non cambiano, io non posso cambiarle da solo e nessuno è interessato davvero a darmi una mano per cambiarle.
Quando l' amore è vero non finisce, in nessun caso... e io sono sempre coerente con le mie scelte.
Quanto sono buffe le persone che aggrediscono perché non amano abbastanza.
Banale, incredibilmente banale.

domenica 26 agosto 2007

Strappo la mia carne

Qualcosa è sparito. Qualcosa di orribile e doloroso.
Mi sono lavato le mani ma ancora sento al tatto quella sensazione di disgusto che mi ha provocato e non so quanto ci vorrà perché vada via. Quante altre volte dovrò lavarmi le mani prima che mi sparisca questa sensazione schifosa? Bleah, non importa, se ne andrà, come tutto il resto. Se ne andrà perché il miglior sapone è l' affetto che sto ricevendo e laverà via il sangue secco sulle mie mani e sulla mia gola. Disseterà questo viandante stanco e impolverato che finalmente troverà la sua terra promessa, il suo Eden, il Nirvana.
Sensazione orribile, ma non mi volto di fronte al dolore o al disgusto che mi provoca, gli occhi li tengo ben aperti, mai come adesso.
Fuori dalle palle, la ferita come lo sporco a toccare certi oggetti è dentro.
Fatina, fatina, rendimi un bambino vero! Che schifo, gente imperfetta che non dovrebbe esistere, ad essere una macchina forse ci si guodagnerebbe, una cosa sola da fare o molte ma tutte programmate, niente sentimenti, niente di niente.
Forse dovrei farmi ricoverare, brutti pensieri in brutte stanze con brutte parole e brutte intenzioni. Il mondo è pazzo o sono io che sono diverso? Anormalità quotidiana, il coraggio di un eroe con la spada spezzata.
La gola piena di sangue secco, il dolce ricordo del morso e la pace eterna.
Sragiono sregolato e incivilmente tedio chiunque legga parole inutili in un vuoto etereo.